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Capitolo 3 -
Il secondo passo
L'uomo chiamava
quel bunker "Utero".
Lo era, in una certa misura. Un ambiente isolato dall'esterno, sprofondato in
un chilometro di solida roccia, virtualmente indistruttibile, segreto, completo
di tutto, assolutamente autosufficiente, da cui usciva solo per importantissime
questioni che non poteva affidare ad altri per motivi assolutamente ovvi. Era
stato costruito in tempi incredibilmente remoti. La tecnologia che circondava
quella persona dall'aspetto distinto seduta nella penombra era tutt'altro che
moderna, era addirittura futuribile.
L'uomo stava leggendo una notizia di poche righe sul monitor del suo computer.
Un normalissimo pc, segno che molto di quel bunker era stato riadattato e implementato
con tecnologie più usuali.
"È deceduto nella notte Giorno Giovanna, chiacchierato imprenditore
italiano, da quasi cinquant'anni a capo della 'Passione S.p.a.' Il suo corpo
esanime è stato ritrovato dalla domestica in camera da letto, nella mattinata
di ieri. Giovanna, sospettato di avere collegamenti con alcune cosche mafiose
della penisola, lascia dietro di sé molti interrogativi che
".
Sollevò gli occhi e se li sfregò.
Deceduto.
La parola aveva per lui un suono delicato, dolce, persino un sapore.
Spense il computer.
E sorrise.
Ora, ora sì, poteva cominciare a fare sul serio.