cAPITOLO 4
 

Napoli, 31 Marzo 2001. Sera.

Decisi di portare Koichi a casa di mia nonna, prendemmo quindi il primo pullman... il giro era abbastanza breve, doveva risalire una lunga strada, fare manovra e riscendere fino casa di mia nonna passando per la mia scuola, la nostra giornata era trascorsa abbastanza bene, Koichi si fidava di noi e noi di lui, ma mentre passammo per scuola mia vidi molta folla e polizia e decisi di andare a vedere. C'erano molti ragazzi in lacrime, gente molto agitata e nervosa, Oscar Koichi ed io riuscimmo ad entrare nella scuola, salimmo al secondo piano: c'era molto sangue per terra, era morto qualcuno!
Vidi una sagoma coperta da un velo e la polizia che prendeva appunti e discuteva, io chiesi chi era morto, loro mi dissero che me ne dovevo andare, ma io decisi di insistere e loro mi accontentarono. Sollevarono il velo... a quel punto mi si gelò il sangue nelle vene, uno dei miei migliori amici era morto, sapevo chi l' aveva ucciso, inizialmente avevo intenzione di risolvere la questione pacificamente, ma ora mi avevano toccato da vicino, gliel'avrei fatta pagare cara.

Usciti dal luogo del delitto mi resi conto che la faccenda era molto più pericolosa di quanto sembrava, Oscar aveva un'aria strana, non capivo se fosse impaurito o nervoso... in fondo lo stesso valeva anche per me, Koichi ci disse che gli dispiaceva, sembrava sincero... "è meglio tornare a casa ora, così potrai telefonare ai tuoi genitori per farti venire a prendere, se resti con noi sei in pericolo" gli dissi, "ok, ma credo che arriveranno per domani pomeriggio, se volete... posso andarmene in un albergo se volete restare da soli... forse in un momento del genere..." mi rispose, "non se ne parla nemmeno, non possiamo farti rischiare tanto! e poi come lo paghi l'albergo?" disse Oscar, poi ci dirigemmo verso la casa di mia nonna.

Una volta arrivati decisi di avvisare Koichi, gli dissi di stare attento a qualsiasi persona si comportasse in modo strano, e di stare attento anche a dei fenomeni "anormali", Koichi mi guardava con aria incredula, Oscar però decise di arrivare al sodo e disse "i nostri nemici non sono persone normali, hanno un potere particolare, perciò stai attento!".

Allora il volto di Koichi si illuminò, e ci chiese "anche voi avete dei poteri del genere?" Oscar ed io ci guardammo, gli rispondemmo di si, allora da dietro Koichi spuntò uno strano omino, "lo vedete?" disse "avete anche voi un potere del genere?", noi mostrammo i nostri, Koichi ci invitò a sederci, a quanto pare aveva molto da dire su questi poteri...

Trascorsero ore, ci aveva detto che questi alter ego si chiamavano stand, ci aveva parlato di un certo Dio Brando e di Keicho Nijmura, loro possedevano due strani artefatti chiamato "l'arco e la freccia" che risvegliava in alcune persone questi poteri, noi gli dicemmo che non ci aveva colpito nulla... gli stand erano presenti già da quando eravamo piccoli, allora lui ci disse che doveva chiamare assolutamente un suo amico, poi ci disse che in realtà era a Napoli per una strana missione, e si mise a fare domande su un certo Giorno Giovanna.
N
oi non l'avevamo mai visto, disse che il suo amico ci poteva aiutare... noi in realtà non volevamo interferenze esterne, ci dava fastidio, ma Koichi disse di fidarci di lui, allora prese il telefono e iniziò a chiamare. Parlava in giapponese, ma riuscii a capire distintamente una parola: "Jotaro".

 

 
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