- Capitolo 2 -
Un ladro, un mago e qualche malinteso.

Nick stava trascorrendo una tranquilla mattinata anche quel giorno… Il colpo della settimana precedente era riuscito alla perfezione, e adesso si stava godendo il ricavato di lunghe fatiche: cibo a volontà anche per quel giorno! E se continuava di questo passo ben presto avrebbe perfino potuto permettersi una cura! Sogghignò. Certo, SE ne avesse avuto voglia! Camminava avvolto nel suo enorme abito nero, e le pieghe del suo mantello si combinavano in diversi modi, dando idea che non ci fosse una determinata persona sotto, ma che lui fosse indefinitamente magro, grasso, alto, basso, senza una costituzione fisica ben definita… stava passeggiando attraverso i vicoli più malfamati di Londra; casa sua, praticamente, in quanto era dalla più giovane età che viveva in quei luoghi oscuri, e li conosceva come le sue tasche.
Il vicolo era deserto. Ovvio. Le persone per bene non giravano per quelle zone, e gli altri… conoscevano la sua reputazione. I pochi che erano in grado di sfidarlo, si tenevano alla larga dalle strade durante il giorno; solo lui, con pochissimi arresti, osava farsi vedere in pubblico alla luce del sole.
Nick Shadow era assorto nei propri pensieri. Quasi non vide il giovane ragazzo che lo urtò, e non se ne sarebbe certo accorto, sennonché …
<<Togliti di mezzo!>>
Quella frase non andò giù a Nick: si girò di scatto e tirò fuori il suo pugnale: aveva storpiato in modo orrendo molti uomini per molto meno…
<<CHECCOSAAA? >> ruggì Nick. Raggiunse il giovane con la sua innaturale agilità, e gli balzò davanti, mentre il mantello ondeggiava in modo innaturale, creando strane forme ed ombre.
<<Prova a ripeterlo, se ne hai coraggio!!!!!>> gli urlò in faccia, minacciandolo con il suo pugnale.
Il giovane non si compose, ma la sua figura sembrò tremolare, davanti agli occhi di Nick: Da esso fuoriuscì un enorme gigante che subito cercò di colpire Shadow con un potentissimo colpo; Nick fece appena in tempo a schivarlo, con la sua mostruosa abilità; il suo mantello nero fu colpito, e rimase innaturalmente fermo e rigido, mentre Nick rifletteva sull'accaduto perplesso… non aveva mai pensato in questi 12 anni, di trovare qualcuno i cui poteri fossero simili, eppure diversi, dai suoi… ed il ragazzo era così strano…
Il giovane continuava la sua corsa, senza curarsi dell'accaduto. Guardandolo bene, l'agile ladro notò che trasportava qualcosa nella sua mano: una freccia d'oro, che brillava alla luce del sole che penetrava dall'alto, nei vicoli. La cleptomania e l'istinto ladresco di Shadow ebbero la meglio: quella freccia DOVEVA essere sua… a costo di dover uccidere quel ragazzo… che già gli stava sulle scatole per il suo comportamento… non poteva sfuggirgli!
<<Foolly Puppet!>> chiamò. Un omettino nero di mezzo metro d'altezza si proiettò da lui: insieme, si immersero nelle ombre del vicolo, e utilizzando la capacità spostarsi nelle ombre che lo aveva reso un ladro tanto potente e famoso, raggiunse il ragazzo in poco tempo: Nick riemerse solo con la testa, per guardarlo; l'ombra era molto in alto, si trovava a circa mezzo metro di altezza in più rispetto alla testa del giovane:
<<Sei finito, moccioso! Dammi quell'arnese o sarà peggio per te!>> Il ragazzo, sembrò per la prima volta accorgersi della presenza del ladro: un sogghigno crudele gli comparve sul volto;
<<Jacob's Stairway!>> e il gigantesco essere, chiamato di nuovo in causa, apparve, iniziando a colpire l'aria, senza motivo apparente: ben presto Shadow si avvide di quello che stava succedendo: l'essere stava salendo! Come era possibile?
<<Non mi sarei mai immaginato>> esclamò sorridendo il ragazzo, <<che ne incontrassi così tanti! Che fortuna!>> raggiunta la giusta altezza, Jacob's Stairway cominciò a sparare una lunga serie di potenti pugni… Shadow aveva avuto la presenza di spirito di ritirarsi nell'ombra in tempo, e i pugni colpirono il muro dietro di lui. Il muro crollò. L'ombra sulla quale si trovava cessò di esistere, e quindi sia lui che Foolly furono espulsi automaticamente fuori. "Che… potenza disumana! Ha tirato giù un muro con pochi colpi!" pensò Shadow. Decise di cambiare subito tattica. Entrando all'interno delle ombre dell'altro muro, si spostò in fondo al vicolo… Aveva notato che il tipo non era veloce quanto lui. Quindi fece re - immergere Puppet e lo mandò allo sbaraglio: lo fece uscire a circa 4 metri dall'altro. Puppet afferrò l'ombra e con essa creò 5 piccoli pugnali, ed iniziò a lanciarli conto il giovane. L'essere conosciuto come Jacob's Stairway non ebbe difficoltà a pararli tutti, ma Puppet si re - immerse di nuovo, e riapparve nell'ombra del ragazzo: gli afferrò la freccia, e la trascinò con se nell'ombra. Jacob's Stairway prese uno dei coltelli d'ombra, e lo lanciò contro Nick. Subito il coltello svanì nell'aria.
<<Ahahahahah! Povero stolto! Posso fare ritornare gli oggetti che creo d'ombra come e quando voglio!>>
Si rituffò nell'ombra, certo che il ragazzo non sarebbe riuscito a seguirlo.
Ma questa volta era Nick ad aver sottovalutato il misterioso individuo, che l'aveva incredibilmente raggiunto:
<<Jacob's Stairway è lento, è vero, ma io sono molto veloce!>>ed afferrò la freccia. Nonostante questo, Nick continuò a proseguire ad una assurda velocità contando sul fatto che presto il ragazzo si sarebbe stancato ed avrebbe mollato la freccia.

L'impresario era molto nervoso. Camminava su e giù dietro le quinte del teatro mangiandosi le unghie, e guardando nervosamente il suo orologio da taschino. Da circa mezz'ora ripeteva la stessa scena: guardava l'orologio, si mangiava le unghie, rimetteva l'orologio nella tasca interna del suo soprabito, si ri - mangiava le unghie, e così via, senza sosta. Anche quella sera Alexis minacciava di fare le bizze.
Per Jean Paul Ghierder, la cosa migliore che fosse mai successa era stato l'incontro con un piccolo prestigiatore che operava sulle strade, e si faceva chiamare Alexis Amazing. Niente di particolare, i sui numeri erano abbastanza comuni, tranne uno, che lui asseriva di aver imparato nell'antica India, in cui si era recato da giovane: riusciva a fare galleggiare gli oggetti. Non era per niente certo, che questo fosse vero, in quanto dell'aria della persona colta che ha girato per l'India aveva ben poco, ma facendo le sue ricerche aveva sentito che Alexis aveva davvero degli agganci nel mondo dell'occultismo, e le inaudite capacità in un numero di prestidigitazione per qualcuno che sa sollevare gli oggetti erano evidenti a chiunque. Lo aveva assoldato e ne aveva fatto una star. Non vi era persona di classe o buon gusto a Londra che non conoscesse Alexis Amazing ed i suoi incredibili giochi di prestigio, o il Red Rabbit, il locale dove si esibiva ogni sera tranne il giovedì.
Vi era solo un piccolo, trascurabile problema: fuori dallo show era la persona più megalomane che si fosse mai vista. C'era chi lo trovava divertente, ma lui non lo sopportava. "Eccolo che arriva…" sentiva distintamente il rumore dei passi, e le risate dell'imbecille, che ciacolava con quella oca svampita della sua assistente.
<<Jean Paul! Sono a casa! Metti lo champagne in frigo, e chiama i fotografi, affinché chiunque, guardando il grande Alexis Amazing, sia ricolmo di stupore ed ammirazione!>>
Il mago aveva fatto il suo ingresso trionfale, ricoperto come al solito di vestiti variopinti e bizzarri ed indossando il suo tipico mantellone rosso, mentre la sua prosperosa e svampita assistente barcollava sotto il peso della montagna di cose inutili che si portava dietro.
<<Ciccino, dammi una mano, ti prego… queste cose sono tante, e pesano!>>
<<Non temere! Non vedi che io sono il grande Alexis Amazing? L'unico degno di essere chiamato Dio su questa terra? Grazie ai miei poteri, le cose fluttueranno leggere al suo posto…>> e le cose fluttuarono davvero, fino a posarsi delicatamente sul tavolo.
<<Comunque… non chiamarmi ciccino.>>
<<Si, ciccino.>>
Ghierder sembrò spazientirsi.
<<Dove diavolo vi eravate cacciati? Lo sapete che dovevate provare un altro numero, no? Credete forse di potervene andare quando volete a fare i vostri comodi???>>
<<Certo! Io sono il grande Alexis, e voi un misero vermiciattolo al mio confronto. Dovreste essere onorato che io abbia scelto il vostro locale come scena del mio grande debutto nel mondo! Senza di me, nessuno si ricorderebbe di una topaia come il Red Rabbit! E comunque…>> soggiunse sorridendo e tranquillo <<i miei numeri non falliscono mai, le prove sono solo una mera formalità per me, e voi lo sapete bene…>>
L'impresario si arrese definitivamente e con un gesto infastidito si allontanò dalla discussione con quel pallone gonfiato, mentre Alexis si recava verso il teatro.
<<Vieni, zucchero, andiamo… ti mostrerò un nuovo numero che ho in mente!>>
La ragazza lo seguì come un cagnolino, felice
<<Si, ciccino…>>
<<Ti ho detto di non chiamarmi ciccino!!!>>
<<Certo ciccino!>>
prese con fare svogliato la cassa in cui conteneva i trucchi del mestiere, e uscì nel palcoscenico.

Il trucco stava andando benissimo. Perfetto. Dopo aver segato il coniglio in 17 pezzi, stava per ricomporlo e farlo uscire dal suo bellissimo e lucido cilindro viola, quando un rumore terribile lo fece distrarre. Alexis tirò fuori una testa d'alce impagliata.
<<Bravo, bravissimo, ciccino!>>
<<Ma… io non dovevo estrarre un alce! Non è nello show! Che diavolo sta succedendo di là?>>
Di la stava succedendo il finimondo: Nick Shadow, seguendo l'ombra, era entrato nel teatro, mentre il misterioso ragazzo continuava a seguire Shadow.
Nick era ormai al limite. Uscì fuori di colpo, ed usò Puppet per creare un coltello di Ombra, mentre l'avversario lo guardava sogghignando e trionfante.
<<Sei alla frutta! Nel corpo a corpo non potrai mai vincermi!>> e lanciò contro di lui Jacob's Stairway, che però colpì a vuoto uno dei tavoli nella stanza di ingresso del teatro si ruppe istantaneamente in mille pezzi. Shadow si era rituffato ed era riemerso di nuovo vicino al giovane: con il coltello gli colpì la mano e il giovane lasciò per istinto la freccia.
<<Ah, adesso è mia! Prova a riprenderla se ci riesci!>>
Shadow prese in parola.
Una coltellata colpì in pieno viso il ragazzo, mentre arrivava dietro di loro Alexis.

Davanti al grande Alexis si presentò uno spettacolo assolutamente surreale: due uomini che si guardavano senza battere ciglio, mentre un nanetto scuro ed un gigante di 2 metri si azzuffavano.
Un lampo di comprensione gli illuminò la mente, mentre i poteri cognitivi ed istintuali ereditati dalla madre agivano dentro di lui. La comprensione sovrumana che caratterizzava ogni sua azione gli guidò la mano, mentre si concentrava per usare Fivelandia 5, il suo potere: un enorme serpente pitone di 7 metri visibile solo a lui fuoriuscì dalla sua mano. Fivelandia 5, mentre i due si azzuffavano, sgusciò lentamente attorno al collo del giovane, e prese a strangolarlo: <<NO!>>
Subito, incapace di richiamare a se Jacob's Stairway per proteggersi, il misterioso ragazzo si accasciò per terra privo di sensi, mentre, esultante per l'improvvisa ed incomprensibile vittoria, Nick si afferrava veloce la freccia, la nascondeva sotto il capiente mantellone nero, ed usciva di corsa dalla sala.

Il dottor Nighel Sharr stava camminando tranquillamente per i sobborghi di Londra. L'aria frizzante e fresca che si era via via sostituita alla precedente mattinata nuvolosa era senza dubbio piacevole, e lui non aveva alcuna voglia di restare chiuso in ambulatorio. Aveva pere questo deciso di fare un percorso più lungo del solito, di ritorno dall'università. Lasciò che l'aria frizzante gli scompigliasse i capelli, mentre la gamba sinistra sembrava incredibilmente, fargli meno male del solito. Lentamente, l'austero e serio dottore si lasciò andare al flusso dei ricordi.
I pensieri non potevano che andare alla sua giovinezza… ma il ricordo del tragico incidente che gli costò l'uso di una gamba e la carriera sportiva lo riempirono di dolorosi ricordi. Solo la sua competenza come medico, il potere di fare qualcosa con chi avrebbe potuto rimanere nelle sue stesse condizioni, riusciva a dargli un qualche conforto. Il pensiero fu interrotto da una figura nera che lo urtò e lo mandò quasi a terra, mentre fuoriuscita da un locale poco più avanti. "Il Red Rabbit! Chi sarà mai questo tipo che esce fuori di corsa dal locale più popolare della città?" Il rumore delle urla attirò immediatamente. Cercando di fare il più in fretta possibile, Nighel arrancò verso la sala. Una donna urlava, con voce isterica, mentre una voce d'uomo, molto più profonda e soprattutto più calma, cercava di calmarla:
<<EEEEEEEEKKKKKKKK! Ciccino!!!! C'è un uomo morto sulle scale!!>>
<<Silenzio, donna! Non vedi che io, il divino Alexis, sto pensando al da farsi? E poi non è morto, probabilmente è solo svenuto!>>
<<Un dottore! Per favore, un dottore! EEEEEEEEEEKKKKKKKKK!>>
<<Eccomi! Sono qui!>> Nighel cercò di avanzare più in fretta verso il locale, ignorando la gamba, che aveva ripreso a fargli male. Arrancò, cercando di aiutarsi con il bastone, fino a giungere alla porta del locale, dove salì faticosamente gli scalini che lo separavano dalla sala. La scena era veramente paradossale: un uomo, vestito di sgargianti abiti multicolore, e una donna, forse la più bella che avesse mai visto, erano davanti al corpo di un giovane steso al suolo. Il giovane presentava parecchi tagli in tutto il corpo. La ragazza urlava con una voce stridula, e l'uomo urlava alla donna di calmarsi. Per un momento Nighel avrebbe voluto prendere tutti e due a bastonate, ma si trattenne: il senso del dovere ed il giuramento di Ippocrate, lo spingevano al soccorso del giovane. "Ci sarà tempo di picchiare quei due più tardi", si disse.
Nighel si chinò sul corpo del ragazzo. Si rese subito conto che il giovane era morto, e che per lui non vi era niente da fare. Stranamente, sembravano esserci ben 3 tipi di ferite diverse sul corpo del giovane: una erano i tagli, recentissimi, da cui il sangue usciva copioso, e che in un primo momento aveva pensato fossero la causa della sua morte; la seconda era invece il segno di uno strangolamento, che era invece la vera causa della fine del giovane: cosa alquanto strana, sembravano i tipici segni di strangolamento di un serpente… e pure molto grosso, malmeno 5 metri, a giudicare dai segni sul collo; il terzo era una minuscola ferita, che non causava perdite di sangue, che Nighel trovò vicino ad una spalla. La terza ferita era sicuramente la più misteriosa di tutte: non sanguinava, nonostante fosse recentissima e, seppur piccolissima, molto profonda. Scrutando attentamente, vide che vicino alla ferita stava una piccola chiazza di un materiale verdastro, che ricordava molto della gelatina. Prendendo ogni precauzione, Nighel si volse verso la sua fida borsa, e prese una piccola provetta ed un campione, quindi raccolse il materiale che stava su di essa. Proprio in quel momento, un forte rumore interruppe la sua concentrazione: rumore di carrozze e di persone che si agitavano, che correvano e che sbraitavano. "La polizia" pensò sospirando, "come al solito in ritardo…"
<<Avanti, spostatevi… e lei? Che ci fa qui, disteso accanto al corpo? Vuole che la arresti per occultamento delle prove?>>
A parlare era stato un poliziotto robusto e tarchiato, con due baffoni da sparviero, che portava, almeno così sembrò a Nighel, il grado di sergente.
<<No, sono un medico, stavo cercando di dare una mano… ma il ragazzo è morto.>>
<<La situazione in cui l'abbiamo beccata non la favorisce. La arresterò e la terrò dentro finché non ci capiremo qualcosa>>
<<Faccia pure>> rispose subito l'ortopedico, tranquillo: <<anche un idiota vedrebbe che il ragazzo è stato pugnalato e strangolato, ed io non ho pugnali o altre armi taglienti con me, e non ho certo l'equilibrio e la resistenza per strangolare una persona, che certamente si divincolerebbe e cercherebbe di fuggire>>
Nel dire ciò fece allusione alla sua gamba sinistra e al suo bastone.
<<Non mi convince ugualmente!>> il sergente dimostrava la sua testardaggine;<<Le ha colpito a coltellate il giovane, e poi, mentre il suo complice là lo strangolava,>> e nel dirlo si girò, indicando il Alexis,<<lei ha nascosto l'arma del delitto, che non sarebbe altro che il SUO BISTURI!>> concluse trionfante, mentre sembrava che gli occhi si stessero illuminando di gioia.
<<Veramente, signor poliziotto, credo che si sbagli di grosso.>>La voce di Alexis Amazing aveva interrotto la ricostruzione del sergente, che sembrava non prenderla molto bene.
<<E chi sarebbe lei?>> stava iniziando con aria irata il nostro rappresentante delle forze dell'ordine, quando la sua faccia si fece pallida e bianca, mentre un rivolo di sudore gli colava dalla fronte; <<Ma… ma… lei… non sarà per caso…>> iniziò poi a balbettare
<<Ebbene si, sono proprio io! Si chini dinanzi a me! Le consento di adorarmi!>>
<<Lei è il grande ALEXIS AMAZING?!?!?! Lei è un mito!!!!! Tutte le sere vengo a vedere il suo spettacolo!!!! Come ho fatto a pensare che il colpevole fosse lei? Il complice di questo bel tomo deve essere per forza qualcun altro!!!>>
<<Ebbene, lei si sbaglia!>> declamò il prestigiatore <<Non fu lui il colpevole, ma un losco figuro vestito di nero che fuori uscì dalla stanza. Senz'altro, credo, un regolamento di conti tra gang rivali… >>
<<Si, si, ha perfettamente ragione! Lei signore, è libero di tornarsene a casa, anche se forse dovremo chiamarla a deporre…>> si avvicinò con fare ansioso ad Amazing, e gli sussurrò in un orecchio <<E, mi scusi… sarebbe possibile avere dei biglietti per lo spettacolo di questa sera?>>
<<Ma certo, anche lei potrà assistere alla divina dimostrazione che il grande Alexis, il migliore degli illusionisti sul campo, non solo è divinamente bravo, ma è un vero e proprio Dio in Terra! Si rivolga all'impresario, dica che la mando io, e non si preoccupi.>> Si avvolse nello sgargiante mantellone rosso, e si allontanò dietro le quinte, mentre anche Nighel decideva che, forse, era meglio tornare al suo ambulatorio. La passeggiata distensiva non lo era poi stata tanto… afferrò il suo bastone e la sua borsa, e dopo essersi faticosamente alzato, iniziò a zoppicare verso l'uscita del teatro. La polizia cominciò a stendere una barriera divisoria, mentre il cadavere del misterioso giovane veniva portato via. Per un po', il Red Rabbit sarebbe stato meno affollato del solito.


Schede Stand

Foolly Puppet
Portatore: Nick Shadow

Potenza distruttiva D
Velocità B
Raggio D'azione A
Durata azione C
Precisione B
Potenzialità di crescita C
Riesce a manipolare le ombre creando degli oggetti o delle armi, e può usarle come mezzo di trasporto fondendosi (sia il portatore che Puppet) con esse e viaggiando velocissimo attraverso di esse. Se un'ombra cessa di esistere, il portatore e Puppet vengono espulsi automaticamente. Non possono essere usati questi due poteri contemporaneamente

Jacob's Stairway
Portatore: ragazzo misterioso

Potenza distruttiva A
Velocità C
Raggio d'azione E
Durata azione B
Precisione A
Potenzialità di crescita C
Riesce a fare diventare rigida qualsiasi cosa colpisca. Se viene colpita l'aria, riesce trasformarla in una scala, e ad utilizzarla per salire verso l'alto. Usando questo potere al contrario, rende friabile qualsiasi cosa (l'ha usato per abbattere il muro).

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