
Prima parte:
di carne e sangue
- Capitolo 7 -
Washington D.C., 339 ore alla rigenerazione
Ora che era vicino poteva vederlo meglio. Era unuomo: unuomo con una pesante uniforme di color viola, decorata con uninverosimile quantità di ricami bronzati. Camminava su quellacqua con la massima tranquillità. Ciò che per Jojo era impossibile, per lui era la norma.
Ti avevo visto, novellino! disse mentre si lisciava il pizzetto. Sai, questacqua è unpo insolita. Tutti gli scarti dei livelli finiscono quaggiù: cè tanto di quellacido fluoridrico qua dentro da bruciare vivo chiunque vi cada
Perché non chiudi il becco? Oppure devo usare la Supercolla Overdrive? Il tizio in viola non dette il minimo segno di averlo ascoltato.
Tu vorresti colpire me? Anzi, tu vorresti anche solo avvicinarti a me, al Burning King Nikolaj Stukov? Detto ciò proruppe in una risata possente, che durò per qualche secondo. Jojo stava ancora assorbendo la portata di quello che gli aveva detto, quando Stukov cominciò a correre sulla superficie liquida; senza fermarsi spiccò un salto verso il muro, continuando a correre finchè non raggiunse il soffitto. Aderiva al muro in modo perfetto; pareva un pipistrello, luccicante di bronzo.
Vieni giù, cazzone! Te la stai facendo sotto dalla paura?
Adesso capirai perché mi chiamano Burning King, stupido novellino A Jojo parve di vedere volare qualcosa in acqua. Tutto ciò che riuscì a vedere dopo fu una fiammata colossale. Lacqua, incredibile ma vero, si era incendiata: inoltre bruciava di uninnaturale fiamma viola, con un ruggito assordante. Pur in mezzo a quel ruggito Jojo sentì un piccolo scricchiolio; il rumore di un paio di stivali sullacciaio. Istintivamente si abbassò, evitando di essere colpito da un pugno; dopodichè restituì la cortesia, sferrando un violento calcio alla cieca. Si udì un piccolo grugnito. Evidentemente ti avevo sottovalutato, Joshua Jones Vorrà dire che ti eliminerò rapidamente. La mano di Stukov corse verso una tasca nel giaccone. Si udì un fruscio, come di biglie dacciaio. Con uno schiocco, una sferetta partì dalla mano di Stukov, incendiandosi in volo. Jojo riuscì a malapena a evitare quella palla di fuoco viola, che gli lasciò un piccolo ricordino su un braccio. Da dove vengono quelle fiamme? E possibile che la tecnica mentale sia tanto potente da incendiare gli oggetti? Riuscì solo a pensare che nellinnaturale luce data dallacqua che bruciava il suo sangue sarebbe apparso blu. Altri schiocchi; altre sfere fiammeggianti si proiettarono verso Jojo. Fiamme ma pur sempre energia concentrica Una sferetta volò a tutta velocità contro la sua faccia. Campo negativo! Jojo si abbassò; un calcio di tacco colpì la sferetta, rimandandola al mittente. Stukov si parò a sua volta con un campo negativo, ma nel farlo abbassò la guardia, permettendo a Jojo di entrare in contatto fisico. Entrambi lanciarono una possente scarica di pugni; i colpi di ognuno furono fermati dalle mani dellaltro. Il primo a distrarsi sarebbe morto. Jojo resisteva, ma la fatica si faceva sentire. Non devo perdere a nessun costo il ritmo!
Purtroppo i suoi polmoni la pensavano in modo diverso. Necessitando di riposo, anche solo per pochi istanti, Jojo sferrò un colpo molto violento alla coscia di Stukov con la tibia. Poiché entrambi avevano alzato una corrente di onde negativa, i campi si respinsero, lanciandoli verso i lati opposti della stanza. Jojo fu costretto ad usare allistante le onde per attaccarsi al pavimento. Stukov piroettò in aria, atterrando sul muro con i piedi. Subito però il Burning King si accorse che qualcosa non andava. Si accorse che aveva una catena legata intorno alle braccia. Quando me lhai messa questa, novellino?
Mentre volavamo via, te lho stretta intorno grazie allo slancio. Strano che tu non te ne sia accorto, Burning King Tendendo i muscoli, riuscì a toccarla con una mano. Il centro della catena si incendiò, fondendosi allistante. Jojo si accorse che il fuoco procedeva verso gli estremi della catena, in modo del tutto autonomo. Così le fiamme si espandono come un liquido. Buono a sapersi! Appena formulato questo pensiero fu colpito da un calcio in pieno sterno. NO! Questa non ci voleva Jojo lottò per riprendere a respirare, ma Stukov incalzava. Un altro calcio, stavolta nella schiena. Non credere che non ti dia fuoco solo per debolezza. Voglio divertirmi un po con te, prima Quanto siete deboli, basta un colpettino per rendervi inermi! Un altro colpo. Un altro. Un altro. Jojo bestemmiava tra i denti, contro il suo diaframma che non voleva sottostare agli ordini del suo cervello. Sei solo un sacco di carne e sangue, buffone! Il mondo ora è nostro: di noi Burning Kings, i prescelti del Maestro Assoluto!!