Prima parte: di carne e sangue
- Capitolo 4 -
Venezia, 720 ore alla rigenerazione

Era giunto finalmente il momento che Jojo aspettava da mesi. Yoshiwara si era rivelato un cerbero. Aveva portato guanti isolanti, ed era stato costretto a usare le onde attraverso quelle appendici. Aveva provato anche lui l’ignominia dell’”antigas”, ovvero la maschera correttiva per la respirazione. Era stato rinchiuso in una sauna per 3 giorni, perché l’aria calda avrebbe liberato i suoi polmoni. Ma la sua abilità era cresciuta in modo esponenziale. Il colore delle sue onde era passato da un rosso sbiadito a un caldo giallo oro. Inoltre aveva imparato alcune tecniche utili, tra cui il Twirling Cutter, definito “L’arma senza tempo”. E finalmente era giunto alla fine. Ora l’ultimo ostacolo era un duello col suo maestro. Vittoria uguale fine della fatica, sconfitta uguale morte. Mentre fletteva nervosamente le dita gli tornavano in mente frammenti di consigli. Pararsi sempre il petto. Non esagerare negli azzardi. Non consumare onde inutilmente. Ricordando le infinite disgressioni sui mezzi conduttori si vestì di cuoio, spalmandoci sopra un sottilissimo strato di olio vegetale. Dopo l’accurata preparazione si diresse verso il giardino, adibito a luogo per il duello finale. Il suo maestro lo stava aspettando all’interno di un’enorme serra. “Come ben sai le onde sul vetro non fanno presa; oltretutto non puoi usare olio vegetale o altri materiali simili per trasmettere le onde su non conduttori. Il primo che si arrende perde. Cominciamo!” L’avvio venne da una scarica di pugni da parte di Jojo. Yoshiwara li evitò tutti, poi alzò una gamba in verticale e sferrò un possente calcio di tacco. Jojo proiettò un campo di onde positivo, che reagì con quello negativo del maestro saldando la sua gamba alle sue braccia.Yoshiwara, non potendo dissolvere il suo campo, lo aumentò di intensità, lasciando una bella scottatura in omaggio a Jojo. I due si separarono. Jojo ripeteva mentalmente “Hora, hora ,hora!” per mantenere il ritmo giusto. Yoshiwara era una macchina; pareva quasi che non respirasse. Anzi, non respirava proprio! Jojo decise di usare il suo asso nella manica. Aveva trovato la descrizione di quel colpo in un vecchissimo volume, opera (guarda caso) del Barone Zeppelie. Diceva di averla scoperta per caso, mentre si allenava per il Cancello del Cielo. Nessuno l’aveva mai provata, ma c’è sempre una prima volta…

Jojo accelerò il suo ritmo di respirazione. Piccole scariche elettriche cominciarono a fluire sul suo abito di cuoio. Scariche rosse. Yoshiwara si fermò, interdetto. Le scariche aumentavano, in numero e potenza. Stridevano come le scintille prodotte da un corto circuito. Joshua cominciò a radunare quelle scariche nel pugno destro, trasformandolo in una vera e propria pila, rilucente di scariche. “Crimson Lightning Overdrive!”

Una specie di fulmine rossastro partì dal pugno di Jojo; Yoshiwara era ormai un bersaglio facile, dato che nella distrazione aveva abbassato il suo campo di difesa. Ma le risorse del maestro erano infinite. Veloce come un fulmine infilò una mano in tasca e ne estrasse una piccola asta. Una bacchetta da direttore d’orchestra, però d’acciaio. In un secondo la circondò con un campo di onde, talmente potente da illuminare tutta la serra di una innaturale luce bluastra. Il materiale conduttore dell’asta attirò il fulmine, e in quel momento Yoshiwara lo circondò con un’altra corrente concentrica, intrappolandolo.

Poi gettò la bacchetta in terra. “Joshua, fermati! Non avevo mai visto una tecnica simile, tantomeno usata da un apprendista come te. Penso… di poter chiudere questo duello. Ho anni di esperienza più di te, ma il tuo talento è notevole, e per questo rischieremmo di farci molto male entrambi.”

“Allora, sono un maestro!”

“Piano. Hai talento, ma hai una tendenza a rischiare che non è assolutamente buona. C’è una sola cosa che ti è indispensabile, forse anche più dell’esperienza nella disciplina concentrica.”

“Quale?”

“Quando ti trovi in pericolo, ricorda che la tua vita è sopra tutto. E’ più importante della tua vittoria; Joseph Joestar lo aveva capito molto bene…” Detto ciò Yoshiwara fece un sorrisetto sarcastico.

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