
Prima parte:
di carne e sangue
- Capitolo 2 -
Easprina, 2000 ore alla rigenerazione
Easprina. Un tempo sede della supposta ultima maestra concentrica Lisa Lisa, ora era solo un cumulo di macerie. Gli alti palazzi erano disabitati, e dalle bifore si sporgevano solo barboni e reietti della società, relegati nellisola. Quel giorno il tempo a Venezia era insolitamente bello e il mare era un olio, quindi un piccolo gruppo decise di scendere a terra a ragranellare qualche soldo o a trovare del cibo. Tra di loro, nel variopinto insieme di stracci e sporcizia, si distingueva un uomo. Poteva avere forse 30 anni: era sporco e barbuto come gli altri, ma nei suoi occhi cera una scintilla di nobiltà, che pareva assolutamente fuori posto in quel luogo. Per accentuare la stranezza portava una catenina dargento al collo, piccola ma dallaspetto antico. Quando il motoscafo arrivò tutti si separarono, dirigendosi ai luoghi preferiti di furto. Anche lo strano uomo cominciò a vagare per la città: dopo un po aveva adocchiato la sua preda giornaliera. Un giapponese, probabilmente sanguemisto; alto, vestito con un abito di Armani e con una valigetta in mano. Come per incanto la sua sudorazione si azzerò istantaneamente. I suoi nervi parvero letteralmente portarsi più vicino alla pelle: ormai il barbone era una macchina, programmata per avvicinarsi nel massimo silenzio possibile. Iniziava da sempre così la sua lunga marcia, come chiamavano linizio di uno scippo. Lentissimamente si avvicinava, passo dopo passo; persino i battiti del suo cuore parevano essere rallentati, per non allentare la sua concentrazione. Unico suono, il ritmo del suo respiro. Un passo, un altro e un altro Quando fu abbastanza vicino si preparò fulmineamente. Il suo cuore riprese a battere, veloce come un martello pneumatico. Scattò in avanti, incassando la testa nelle spalle. Un istante dopo colpì con una feroce carica il suo bersaglio. Sorpreso da quellattacco il giapponese incassò il colpo, volando per terra. Esultò in silenzio il barbone, poi protese la mano per afferrare la valigetta. Ma prima che lo facesse accadde un fatto straordinario. Intorno allo strano giapponese si poteva intravedere unaura blu brillante: pareva una sorta di debolissimo neon. Era la stessa aura che lui generava in modo inconscio da quando aveva memoria. Il suo stupore durò solo un attimo: richiamò quellenergia dentro di se, e la strana aura apparve anche intorno a lui, sebbene la sua fosse di colore rossastro. Stavolta fu laltro a rimanere attonito. Non è possibile? Chi sei tu, dimmelo!
Che ti fotte? Veloce allinverosimile convertì il suo gesto in un attacco, sferrando un pugno verso il volto del suo nemico. Ma quello strano giapponese stavolta era pronto. Con una capriola rovesciata evitò il colpo, mentre si alzava da terra; dopodiche sferrò un possente calcio sul mento del barbone. Quello cadde per terra, bestemmiando per il dolore: scariche elettriche di colore bluastro si diffondevano nellaria. Da terra udiva brandelli di discorso: Hai unabilità straordinaria: sei riuscito a disperdere le mie onde nellaria in modo istintivo. Chi sei?. Il suo orgoglio riprese bruscamente il sopravvento. Inspirò a fondo, poi colpì il terreno con i gomiti: la violenza del colpo lo catapultò in aria. Si voltò in volo, cercando di colpire lo sfidante, ma subito sentì un terribile dolore allo sterno. Senza capire perché, finì in terra una seconda volta; aveva la gola bloccata e non riusciva a respirare. Dopo pochi attimi tutto intorno a lui si fece nero: la morte, o il sonno?
Santana ha appena iniziato la rigenerazione, maestro Lothar. La bionda, bellissima donna dalluniforme bianca era entrata in una delle camere di riposo, piccoli habitat per il personale di quel livello. Lothar era seduto in una grossa poltrona, senza giacca, e attraverso la pur ampia camicia si potevano vedere le possenti fibre muscolari. Linquietante maestro era alle prese con un altro sigaro, ma quando udì la voce della sua allieva cessò immediatamente di fumare. Eccellente. Per quanto giovane, se gli antichi testi dicono il vero, dovrebbe essere in grado di costruire unaltra Maschera di Pietra. La pietra angolare del nostro progetto Daphne, tu credi nel nostro progetto, vero?. Le sue parole erano rilassanti, portavano lentamente ma inesorabilmente verso una dolcissima perdizione. Sì, maestro
Poi le due voci intonarono uno strano poema; la glorificazione del loro lignaggio:
Fluttuo
nel vento,
e brucio come fuoco
sfuggente come acqua,
eterno come terra.
Perpetuo, mentale dominio
suprema disciplina,
creo e distruggo,
mistero insondabile
di vita umana.