- Capitolo 14 -

La partita ebbe inizio. Al e Jeanne scelsero l’apertura inglese, inusuale ma interessante.

Al giocava in modo pulitissimo, Jeanne invece mirava a distruggerlo, contando sulle sue capacità di calcolo. Alla 14esima mossa Jeanne avanzò un pedone in b5, lanciando un attacco sull’ala di Donna. Al non si fece ingannare: da giovane era stato un patito degli scacchi, e aveva studiato molte partite. Ciònonostante alla 16esima mossa Al perse un pedone; si limitò a stringere un pò i denti. Un attimo dopo le restituì la cortesia, mangiando un alfiere. Il gridolino che emise lo rallegrò un pò. Continuarono per qualche tempo, con relativa mattanza di pezzi e dolore correlato. Alla 28esima mossa Al esprimette il suo parere:"Jeanne, ormai hai perso. Abbandona, è un consiglio." Lei gli fece un sorriso sarcastico, e non disse nulla. Alla 40esima mossa Al si trovò incastrato, rischiando di perdere la regina. "Di solito chi perde la regina muore di dolore. Vediamo se smentisci la regola..." Al ci pensò per quasi 10 minuti, poi fece una cosa inconsueta: la regina esitò, poi si mosse in una posizione dove uno qualunque di 3 pezzi avrebbe potuto mangiarla. Jeanne fece un breve sorriso, che però si spense subito mentre pensava. I secondi passavano, e lei pensava ancora, e ancora, e ancora... Finalmente si alzò; dopo un pò rovesciò il suo re e si risedette.

"Sei veramente bravo, Al. Per onorarti libererò Jotaro. Non avevo mai visto un sacrificio di regina vincente." Al e Jotaro stavano per pregarla di lasciarli andare, quando lei inarcò la schiena e iniziò a urlare, come in preda a un terribile dolore. Al non capiva, ma quando lei, strappandosi i vestiti di dosso urlò "Maledetto Klesk!!!" afferrò il concetto. E lui che aveva giurato di non usare mai più quel potere...

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