
- Capitolo 11 -
Sia Al che Jotaro erano un pò ammaccati, ma stavano bene. Non altrettanto si poteva dire del loro nemico.
Nonostante fosse riuscito a scampare allesplosione, il Conte sicuramente aveva avuto giorni migliori: metà della sua faccia e vari altri punti del suo corpo erano orribilmente ustionati, e aveva un braccio rotto. Nonostante ciò si strappò di dosso la camicia, che ancora bruciava e che gli lasciò vari brandelli di tessuto appiccicati addosso,ed evocò il suo Stand. Un torso con braccia e testa, composto di energia elettrica uscì da lui, e lanciò una scarica di corrente a Jotaro. Lui la schivò per miracolo, ma la sua giacca si strinò in corrispondenza della spalla.
"Per quanto tu possa essere veloce, io lo sono di più!" ghignò il Conte, lanciando una raffica di scariche. Jotaro riuscì a schivarle, ma ne rimediò molte bruciature.
Al, che nel frattempo aveva rievocato Manowar, schizzò in avanti per attaccare, ma il Conte fu più veloce, e lo buttò giù con un calcio rotante.
"E inutile! Ormai è una furia!" I want it all si diresse verso Manowar inerme, e Jotaro sentì dentro di sè unonda di rabbia: la stessa rabbia che aveva provato contro Dio...
"Adesso BASTA! Star Platinum the world!" La bolla nera si riespanse dallo Star Platinum, come durante lo scontro col terribile Brando.Ora, nel tempo fermo, poteva tranquillamente macellare il Conte...
"Hora hora hora hora hora hora hora hora hora hora hora hora hora!!!!!! HORAAAA!"
Al dimprovviso vide il Conte volare via, ridotto a brandelli, e Jotaro con Star Platinum attivo.
"Come hai fatto, Jotaro?"
"Ho fermato il tempo. Muoviamoci, dobbiamo andarcene..."
Jotaro non finì la frase: improvvisamente si sentì soffocare.
"Un attacco Stand...".
Anche Al aveva gli stessi sintomi, e lultima sua fuggevole visione prima
del crollo fu rossa, come sangue...