- Capitolo 10 -

Erano le 9 e 30 di sera, e la Ville Lumiere rigurgitava di turisti: di conseguenza non passò inosservata la gara di velocità, compiuta in pieno centro, tra la Rolls e la Lamborghini.

Il cielo oltretutto si stava annuvolando, e la pioggia avrebbe reso problematico il controllo sull’asfalto. La Corniche urlava come un fantasma, con i copertoni che fumavano in modo incredibile.

"Accelera, la stiamo perdendo!"

"E’una parola..." sibilò Al, impegnato a schivare le orde di pedoni, che parevano essersi alleati con il Conte.

La Rolls, intanto, prese una curva, dirigendosi in una serie di vicoli. Intanto la pioggia aumentava; si erano realmente aperte le cateratte del cielo. Al, stanco di correre, attivò Manowar.

"Jotaro, guida tu!" disse, mentre scardinava la portiera con un calcio

"Ridurre così una macchina da 500 milioni? Pensa te..." sbuffò Jotaro, mentre Star Platinum, uscendo da lui,si sedeva al posto di guida.

"Manowar’s hell of steel!". Tre appendici si riunirono, mutandosi in uno Stinger.

Il missile da 20 chili uscì dall’arma, dirigendosi verso la marmitta della Rolls: tre metri, due metri, un metro... All’improvviso un fulmine scese dal cielo, colpendo in pieno il proiettile e incenerendolo.

"Che...?". Pochi attimi dopo l’aria si riempì di fulmini, che però scivolavano lungo la carrozzeria della Diablo, senza colpirli. I lampi accecavano Jotaro, complicandogli ulteriormente la guida. Intanto le 2 auto erano sbucate in un lungo rettilineo, dove la Corniche iniziò a prendere velocità.

"Jotaro, accelera! Adesso ci penso io! Manowar’s kings of metal!!" Lo Stand si staccò da Al, avvolgendo la macchina, ricoprendola della stessa corazza viscosa. La Diablo schizzò in avanti, speronando il retro della Rolls e spedendola contro un muro. Il botto della lussuosa Corniche coprì persino l’ululato dei freni della Lamborghini, che fece altri 80 metri prima di frenare. Il fumo delle gomme, unito a quello del botto, aveva avvolto l’area in un sudario impenetrabile.

Jotaro e Al disattivarono i loro Stand, e ripresero fiato.

"Non crediate che sia finita qui! Io sono il Conte, e il mio I want it all è invincibile!" urlò il traditore, riemergendo dalle fiamme...

Stand: I want it all
Portatore: Il Conte (identità sconosciuta)

Potenza Distruttiva: Molto Alta
Velocità: Molto Alta
Raggio d'Azione: Molto Alto
Durata Azione: Molto Bassa
Precisione: Normale

Aspetto: appare come un essere ccon solamente busto, braccia e testa (vedi Death 13), composto d'elettricità con 2 sfere bianche come occhi.

Poteri:

Essendo composto di elettricità può folgorare con il tocco se rimane nello stato di energia pura, e in più può lanciare delle raffiche di fulmini dalle mani e dagli occhi, capaci di carbonizzare all'istante qualunque cosa fino a 30 m. di distanza. Inoltre può rendersi solido per 1 secondo, perdendo per un lasso di tempo analogo il tocco folgorante, ma ottenendo la capacità di tirare una raffica di pugni allucinanti con le sue 2 braccia colossali. Infine, durante un temporale. può controllare la traiettoria di caduta dei fulmini nel raggio di 700 m. all'interno dell'area d'effetto del suddetto temporale. La velocità di I want it all è di 300.000 km al secondo, e la sua forza è pari a quella di the world.

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