- Capitolo 5 -

Purtroppo il risveglio di Al e Jotaro fu piuttosto brusco. Si trovavano su uno spuntone di roccia strettissimo, a picco su un burrone: un movimento sbagliato e si sarebbero sfracellati.

"Era Stradivarius... Credevo di averlo ucciso in Siberia nel 1997... Mio dio..."

"Chi è costui?", chiese Jotaro mentre si arrampicavano via da quella trappola.

"Il killer musicista. Quel violino di cristallo è il suo Stand: ora ci troviamo in un mondo parallelo, sotto il suo controllo. E non possiamo nemmeno usare i nostri Stand!"

"Calmati, Al".

Ormai avevano raggiunto la cima della montagna, ed erano relativamente al sicuro.

"Stradivarius, codardo! Perchè non vieni a sfidarmi? Hai paura?"urlava Al verso il cielo nero.

Istantaneamente dalla roccia uscirono delle catene, che si avvolsero intorno a Jotaro.

"Maledizione!No!Senza Star Platinum non posso liberarmi da queste catene!" sibilò Jotaro, cercando di sciogliersi da quei ferrigni legami.

Improvvisamente un enorme macigno prese fuoco, e dalle fiamme si delineò lentamente la figura di Stradivarius: il codino, la casacca e l’archetto, come se si stessero plasmando nella cera.

"Non lo meriteresti, ma voglio darti una possibilità, Alexej Simonov. Ti sfido a duello: battimi e io ti lascio libero" proclamò Stradivarius, puntando l’archetto contro Al.

"Un tipo vendicativo!? Pensa te..." sbuffò Jotaro.

"Accetto" sibilò il mercenario, sfilando un pugnale da commando da un fodero nello stivale.

La montagna sparì istantaneamente, trasformandosi in un enorme cimitero, plasmato dalla stessa molle cera che aveva prima scolpito in se la figura del violinista.

Turbini di neve sferzavano le facce dei duellanti, offuscando i loro truci sguardi.

"Hai 3 minuti prima che il tuo corpo soffochi, caro mio" ghignò Stradivarius.

"Se mi darai una mano mi salverò" rispose Simmons, freddamente.

Stradivarius non gradì la battuta e attaccò di scatto, con un fendente alla spalla destra. Al schivò e portò un attacco all’addome, salvo fintare all’ultimo secondo per colpire il petto. L’archetto di cristallo si scontrò col pugnale, sprizzando migliaia di scintille. Continuarono a parare per un pò, girandosi intorno, pronti a scattare; poi Stradivarius portò un altro violentissimo fendente, ma riuscì a colpire solo una lapide, con tale impeto da tagliarla in due.

Simmons scattò in avanti per attaccare, ma si distrasse un attimo e inciampò nei resti della lapide.

Il violinista sorrise, e abbassò l’archetto mirando al cuore di Al; ma all’ultimo secondo fu accecato da una manciata di neve. Al si girò e affondò il pugnale nel cuore di Stradivarius, spaccandoglielo.

"Nooo!"urlò l’ormai condannato violinista, accasciandosi sulla neve, con i capelli sparpagliati che fungevano da corona mortuaria. Ma subito dopo, tossendo sangue, disse una frase sibillina:"Potrete anche uccidermi, ma non potrete mai prendere Ruben... Ah ah ah ah!"

"Che vuoi dire? Che intendi?" urlò Simmons, prima di rifare al contrario il salto nel buio...

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