- Capitolo 3 -
Si comincia a ballare

Così questo ragazzo dalla faccia un po' triste vuole la morte di Schneider perché è stato assunto dalla mala giapponese ? Non ha proprio la faccia del killer, e di gente nel quartiere di Londra dove abito ne passa tanta e di tutti i tipi…prostitute, punk, uomini d'affari ed impiegati…ma mai nessuno mi ha colpito, e sotto certi aspetti affascinato, come lui. Dal suo volto traspare un carisma innato, e lo stand di cui è portatore non fa che confermare questa mia tesi. Inoltre i suoi occhi fanno capire che ha avuto un passato assolutamente travagliato e pieno di dolore…ma non è mia intenzione investigare nella sua vita privata, sarebbe solo uno spreco di tempo per entrambi.
Abbiamo un obiettivo comune da raggiungere, e sono fermamente convinto che insieme ce la faremo…forse…
Il problema è che non sappiamo se Schneider abbia una squadra di gorilla a proteggerlo, dato che la sua immagine "pubblica" non prevede un tale spiegamento di forze per un integerrimo presidente di una ditta d'allarmi. Quasi sicuramente sarà così, e prima di giungere a lui dovremo sudare le canoniche sette camicie, e magari anche due o tre extra…se poi i suoi sgherri sono portatori di stand, così come lo è probabilmente lui stesso, solo in due sarà a dir poco arduo combinare qualcosa di buono.
Ma per adesso tutto ciò che voglio è un rigenerante cocktail e un attimo di relax prima di entrare in azione.
Quando usciamo dall'ascensore, senza che nel tragitto ci sia stata una sola parola, inquadriamo immediatamente la zona bar e ci avviamo con passo sicuro. Una volta al bancone è lui il primo ad ordinare : "Una Tequila Sunrise, grazie".
"E per lei signore ?".
"Uhm…un Martini Dry on the rocks".
"Un istante e arrivano".
Ma…c'è qualcosa che non mi convince in quel cameriere, una strana luce negli occhi e modi troppo incerti per un impiegato di un albergo di così alta categoria. Se ne sarà accorto lui ? Mi sto girando a chiederglielo quando vedo che anche lui ha la faccia sospettosa, evidentemente non sono l'unico a fiutare del bruciato.
"Forse siamo già sotto attacco, tieni gli occhi aperti" bisbiglia.
Il barman torna con i nostri drinks e ce li serve, poi si allontana un po'. Con la coda dell'occhio lo spio, mentre Michael ha lo sguardo fisso sui bicchieri…ci sta osservando in modo discreto ma insistente, sembra che non veda l'ora che noi si beva.
La cosa puzza lontano un chilometro.
Imitandolo guardo anch'io dentro i due recipienti. All'apparenza sembra tutto…ehi, cos'è quella roba che galleggia ?
Che schifo, è saliva.
"A quanto pare non sei un fine stratega, eh ?" dice lui rivolto al barista…il quale si mette a ridacchiare, esce dalla zona bar e ci fa cenno di seguirlo. Il tutto nell'indifferenza generale.
Lo seguiamo, e non posso fare a meno di notare la determinazione incrollabile che Michael emana da tutta la sua persona…mi meraviglia sempre di più.
Finalmente quello si ferma e, senza il minimo gesto improvviso, eietta lo stand : umanoide, mani artigliate, pelle grigiastra, una lunga coda e capelli che cadono ben oltre le spalle.
"Vi presento Cannibal Corpse, lo stand che vi condurrà per mano alla tomba".
Il nome non è di sicuro il massimo dell'originalità…però mi sembra pericoloso, sarà meglio fare molta attenzione.
Il nostro avversario, benchè avesse potuto sfruttare il vantaggio della sorpresa, sembra non avere attenzione di attaccarci e il suo viso è triste, quasi quanto quello del mio compagno. Ma non abbiamo tempo per farci impietosire, c'è un nemico da fare a brandelli.
Il primo di quella che, temo, sarà una lunga serie…
Prendiamo noi l'iniziativa e nello stesso istante ci scagliamo nella sua direzione : finalmente si muove e con quelle spropositate unghie riesce a ferirci entrambi, a me sulla spalla sinistra e a lui sul volto. Niente più che due graffietti, quasi non esce nemmeno sangue.
"E' tutto qui quello che sai fare ?" lo sfotto.
"Non sottovalutarlo, credo che ora ci farà vedere ciò di cui è capace realmente".
Nel frattempo, preoccupate dal trambusto, tutte le persone presenti nella hall dell'hotel si allontanano urlando e strepitando.
"Ascolta il tuo amico, e fai attenzione…fra un po' gusterò un succulento bocconcino". Detto questo il suo stand comincia a sputarci addosso, e sembra che miri alle ferite. Entrambi schiviamo senza troppi patemi, ma subito c'è un nuovo attacco da evitare. Va avanti così per un po', con lui che sputa e noi che più o meno agilmente non ci facciamo colpire.
Ad un tratto spunta dal nulla un uomo, un po' in controluce rispetto all'illuminazione fornita dai lampadari Impero…si avvicina al nostro nemico, gli piazza una mano sulla spalla e dice : "Samuele, forse è meglio se per adesso ci ritiriamo".
Lui si mette quasi a piagnucolare mentre risponde : "No no no no, non proprio adesso che stavo per cominciare a divertirmi".
"Oh, non essere infantile…ehilà Mark, ci si rivede dopo un bel po' di tempo, vero ?".
Mi conosce ?
Camminando con passo sicuro emerge dalla penombra…oh maledizione…
"Sai chi è ?" mi chiede Michael, notando che sono trasalito di botto.
"E' l'uomo che mi ha riempito come un sacco a Londra, quattro anni fa. E' Schneider".

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