- Capitolo 16 -
Bloom and Harvest

Chaos eiettò Stunned Guy, mentre Stowman trasformava un braccio del suo Stand in un piccone.

Adhemar si limitò a mandare avanti il cavaliere rosso, che nel frattempo era stato liberato dai rovi dal suo compagno verde. Stowman incrociò le lame con la Guerra, mentre Chaos cercava di scazzottare il cavallo rosso. La manovra, che avrebbe ridotto in brandelli quasi qualunque Stand, non sortì alcun effetto sulla guerra, che con una feroce spadata spezzò il piccone di Stowman. La mano destra del guerriero esplose in un tripudio di schegge d’osso e sangue. “Stowman… uno Stand può essere un dono, come può essere una maledizione… mi pare che il tuo sia solo un peso per te, no?” Adhemar, sprezzante, osservava lo scontro come se non lo riguardasse. Chaos attivò la sua console, lanciando un WO III a piena potenza. Il cavaliere non subì alcun effetto. “Sarà che con l’età è diventato sordo? Questa non ci voleva… Potrei distruggere il pavimento. No, rischierei di ammazzarci tutti… Cosa posso fare?” Stunned Guy ricominciò a scratchare: un Like a Shot colpì la scrivania: le schegge si diressero verso la Guerra. “Tu sei impazzito… la materia non può colpire il mio Stand!” Un attimo dopo Adhemar urlò di dolore. “Infatti volevo colpire te! Le schegge sono passate attraverso il tuo Stand e t’hanno preso. Fesso!” Le gambe di tutti e quattro i cavalli si spezzarono, e mentre la Guerra cadeva Stowman gli sferrò un possente calcio, fracassandogli la testa. Dalle maniche di Adhemar cominciò ad uscire sangue a fiumi. “Anche se il danno è diviso per 4 mi hai fatto malissimo. Te la sei cercata! Morte, a te!” I resti della Guerra scomparvero, mentre la Morte si faceva avanti, con la sua micidiale falce pronta a distruggere.

Stowman creò un’altra spada con la mano che gli restava, ma la Morte lo ignorò e si diresse verso Chaos. La falce piombò sulla console, demolendola. Chaos, urlando “Cazzooooo!”, fu scaraventato verso la parete e svenne. “Stowman, rimani solo tu!”

“Va bene, maledetto! Vieni a farti tagliare la gola!”

La Morte lanciò un ululato spaventoso, poi caricò Stowman. White Wisdom scatenò tutto il suo potere; l’intera stanza si ricoprì di uno spesso strato di gelo, trasparente come vetro. La Morte si fermò; caricare su quel pavimento ghiacciato sarebbe stato un suicidio. Scese da cavallo, e si avvicinò a Stowman con lentezza. White Wisdom invece caricò velocissimo, deciso a farla finita una volta per tutte. Colpì la Morte con una spalla, abbracciando quel mostruoso Stand. Prima di essere trafitto dalla falce sferrò un pugno al volto del mostro…ma con il braccio ferito. Il gelo agì sul sangue, modellandolo a forma di stalattiti. Essendo costituite in parte di materia Stand affondarono profondamente nel volto del cavaliere, riducendolo una pappetta sanguigna. Mentre la Morte spariva Adhemar e Stowman crollarono entrambi in terra. Adhemar ormai perdeva sangue da più di cento ferite; la divisione del danno lo aveva ridotto a pezzi. Stowman stava ancora peggio, a un passo dal perdere i sensi per dissanguamento. Pur nella sua condizione vide Adhemar alzare la mazza del suo avo nell’aria. “Fertilità o flagello? Danno o vantaggio?” urlava il Conte Adhemar VIII, in preda al delirio. Intuendo cosa stava per fare Stowman alzò una mano, ma tutto si ridusse a buio e silenzio…

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