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Capitolo 7 -
98 to
the piano
Le guardie degli archivi di solito non ricevono molte visite, meno che mai alle 3 di notte. Quindi era perfettamente normale che di fronte a 3 vescovi che venivano apparentemente senza motivo a quella tarda ora spianassero i fucili e intimassero lalt. Era anche ovvio che in pochi secondi si ritrovassero a gambe allaria senza sapere perchè. Sgombratisi la via Boris, Chaos e Stowman arrivarono fino alla porta principale di ingresso dellarchivio; purtroppo qui trovarono un grosso problema. Cera un sistema di riconoscimento vocale di ultima generazione, completamente indipendente dai computer di sicurezza centrali. Boris si lasciò sfuggire tra i denti una bestemmia, poi chiamò McAfee e gli espose il problema.
"Non posso alterare il sistema se non sono in contatto visivo con esso; al massimo vi posso dare le specifiche di utilizzo."
"Daccele...mi è venuta un idea" disse Chaos. Entro pochi secondi nellaria si udì una strana voce.
"Questa è la voce campione; fate un pò voi..." sospirò McAfee, per nulla convinto.
"Stunned Guy! Inside your head!!" Lo Stand cominciò a manovrare i canali degli alti e dei bassi sul mixer, spesso arrestandosi per infinitesimali modifiche. Infine Chaos parlò, con una voce identica a quella campione. La porta si aprì, e Chaos precedette un Boris tornato improvvisamente allegro e uno Stowman sempre uguale. Davanti ai loro occhi cera un enorme salone, con scaffali pieni di codici antichi su tutti i lati. Le pareti, rivestite di damasco dorato, si alzavano fino a 10 metri daltezza, per essere riunite da un soffitto decorato da incrostazioni in stucco. Oltre una porta, altri saloni, rivestiti di damasco rosso e ancora più carichi di libri e manoscritti. Chaos sgranava tanto docchi mentre seguiva gli altri 2. Dopo aver percorso varie sale piene solo di libri e manoscritti entrarono nella sezione in cui sono conservate le reliquie; un altrettanto grande salone corazzato, perfettamente sferico. Al centro, sotto una cupola di vetro antiproiettile a forma semisferica, decine e decine di cassetti nel pavimento, in cui erano conservate le varie reliquie. Un braccio meccanico, pendente dal soffitto, probabilmente era là per recuperare gli oggetti, che venivano richiesti mediante un terminale. Stowman si avvicinò e digitò "Ademaro" sulla tastiera. Il braccio si mise in moto, aprendo un cassetto ed estraendo una strana arma. Si trattava di una mazza da guerra, lunga circa 1metro e mezzo, con il manico incrostato doro e smeraldi. La punta appariva fatta con lo stesso materiale della Freccia, quella sorta di pietra metallica color bronzo. Stowman si avvicinò alla cupola e ci appoggiò una mano; il vetro si ricoprì istantaneamente di ghiaccio. Quando divenne abbastanza fragile Ice lo spaccò con un pugno e prese la mazza, poi ricreò un altro strato di gelo per chiudere il foro. Appena la prese in mano però fece una strana faccia, come se qualcosa lo disturbasse, e in quel preciso istante tutti gli allarmi iniziarono a suonare.
"98 to the piano! Boris, 98 to the piano!"
"Cosa?" urlò Chaos per farsi sentire in mezzo al casino.
"E un espressione che significa più o meno << siamo nella merda fino al collo>>."
"Questa mazza è falsa! Dobbiamo andarcene, subito!"
Davanti alla porta era apparso nel frattempo un tizio strano; indossava un completo di velluto nero, ma a lato della cintura pendeva una grossa Colt, appesa a una fondina di altri tempi, e un sombrero nero copriva parte del suo volto, sebbene non mascherasse la sigaretta fatta a mano che pendeva da un lato della sua bocca. Portava una stranissima spilla: raffigurava uno scudo decussato, con una corona patrizia e 2 colonne che lo racchiudevano.
"Che senso ha tutto ciò?" si chiese Chaos, mentre si preparava a fronteggiare luomo col cappello, che con ogni probabilità era un portatore di Stand "Chi poteva sapere della mazza e della nostra ricerca?".
Il tipo prese la sigaretta e la lanciò in aria, poi alzò una mano, e per un attimo parve impugnare una strana pistola, con 4 canne rotanti. Una piccola esplosione a mezzaria, e la sigaretta incendiata si diresse a tutta velocità verso Stowman. Con la massima noncuranza Ice alzò una mano e la bloccò in un velo di ghiaccio.
"Deve essere il suo Stand!" Chaos si buttò in avanti, pensando che lo avrebbe superato in velocità, ma immediatamente una mano di ferro lo afferrò e lo buttò lungo disteso per terra. Un istante dopo una raffica di proiettili colpì la cupola, fracassandola. Accanto al tizio era apparso un messicano, con un teschio per faccia e un enorme sombrero. In mano teneva 2 di quelle strane pistole a 4 canne.
"Bene, bene, bene... A quanto pare sei davvero veloce come dicono, Stowman! Sono Maximilien Bolivar, e sono qui per uccidervi tutti. Guns n Roses!!"