- Capitolo 6 -
The great beyond

"Sta succedendo... si sono messi alla ricerca della mazza... di quella che fu la maledizione di Ademaro..."

"State tranquillo, Maestro. Qualunque cosa possa succedere li fermeremo... Bolivar, ti affido questo incarico."

"Si, mio signore."

Qualche settimana dopo una strana BMW M5 si avvicinò al Vaticano; a bordo c’erano Marcus McAfee, Boris, Chaos e Stowman. Rahsta si era mescolato alla folla, e osservava con estrema attenzione ogni pertugio, cercando di trovare un luogo adatto per entrare nello Stato più piccolo e meno conosciuto del mondo. Purtroppo ore dopo non era riuscito a trovare neanche la più piccola carenza nel sistema di sicurezza.

Quella sera erano tutti più depressi che mai: di sfondare la porta non se ne parlava, doveva essere fatto tutto nel più assoluto riserbo. Infine Boris ebbe un idea folgorante.

"Abbiamo studiato fino all’ultimo centimetro le planimetrie del Vaticano: eppure non abbiamo tenuto conto di una cosa. Questo..." disse puntando il dito su un condotto dell’aria "...è un perfetto ingresso. Da qui si può arrivare fino alla sala dei computer di sicurezza. Marcus scenderà e disattiverà tutto. Noi nel frattempo entreremo dalla porta; non essendoci portatori di stand nell’edificio potremo usare a piacimento i nostri poteri."

"E noi come faremo a non farci riconoscere?"

"L’abito non fa forse il monaco?"

Circa 6 ore dopo Boris e Marcus si trovarono sottoterra, davanti a un enorme pozzo di sfogo che dava ricambio d’aria all’intero complesso degli archivi. Fissata una corda d’acciaio a un pilone nei pressi i 2 cominciarono la discesa, mentre Rahsta e Chaos aspettavano fermi in macchina, quasi 30 metri più su. Ad un certo punto però incontrarono sulla loro strada dei ventilatori, che pompavano l’aria girando a 300 giri al secondo. Boris, senza scomporsi li toccò con il suo Stand, rendendoli trasparenti, in modo da poterci passare attraverso. Arrivato in fondo Marcus scardinò il portello con un calcio ed entrò nella sala computer, mentre Boris risaliva.

Davanti a McAfee c’erano solo i controlli dei 4 supercomputer che controllavano le 500 telecamere sparse nel Vaticano, e che decidevano quando intervenire in modo del tutto autonomo.

"Benissimo. Vediamo che cosa si può fare. Palm V!"

Nella mano di Marcus apparve un palmare, con un lungo cavo collegato che si andò a inserire nel pannello di controllo, affondandovi come se fosse fluido. Intanto un paio di occhiali trasparenti era apparso sul volto dell’hacker. Uno degli Stand più bizzarri mai visti era pronto ad entrare in azione!

Nel momento in cui il potere si attivò negli occhiali apparve una strana immagine, simile alla sala in cui si trovava in quel momento, ma completamente in wireframe. Marcus toccò il terminale, e sospesa nell’aria di quel mondo virtuale apparve una scritta: Insert Code.

La mente di McAfee si mise al lavoro: per quasi 5 minuti nei suoi occhiali si vide solo un gran scorrere di cifre verdi fosforescenti. Milioni di codici, tra cui infine riuscì a trovare quello giusto per accedere al database delle telecamere. Senza esitare le spense tutte, poi disattivò lo stand, estrasse di tasca un cellulare e chiamò Boris.

"Tutto sistemato. Datevi una mossa, avete solo 55 minuti prima che si riattivi tutto."

"Ok, Marcus. Complimenti."

Chaos, Boris e Stowman scesero dall’auto e si incammirarono verso l’ingresso.

Stand: Palm V

Portatore: Marcus McAfee

Potenza Distruttiva: Nulla
Velocità: Molto Alta

Raggio d'Azione: Normale
Durata Azione: Molto alta
Precisione: Molto alta

Aspetto:

Appare come un palmare, con un cavo collegato, e un paio di occhiali trasparenti, a lenti quadrate.

Poteri:

E’ totalmente privo di potenza. Tuttavia può inserirsi in qualunque tipo di sistema informatico semplicemente attaccandoci sopra il suo cavo, estendibile al’infinito, che lo attraverserà come un liquido. Una volta dentro, sugli occhiali apparirà una rappresentazione tridimensionale del sistema, su cui Marcus potrà agire a piacere.

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