- Capitolo 1 -
Discoteque people

La notte romana era appena agli inizi, in quel gelido 15 gennaio del 2015, eppure svariate decine di giovani si stavano dirigendo alle discoteche; giganteschi ammucchiamenti di uomini e donne, tra cui non c’era distinzione di sorta. La maggior parte del popolo si dirigeva all’Alien, che torreggiava sulle altre discoteche anche per le dimensioni, con una sala principale che superava i 100 metri di diametro. Ma la gente non si presentava là solo per la grandezza: principalmente era perchè i migliori Dj del globo vi si riunivano periodicamente, scatenandosi in virtuosissimi "Versus", in cui si assisteva a ciò che solo i maghi del CDJ sanno fare in agilità. Quella sera in particolare c’era il Versus più atteso dell’anno: D-stroy Vs Dj Chaos!

Verso le 10 di sera arrivarono davanti all’ ingresso due macchine: una Bentley Azure rosso scuro e una Thunderbird nera. Quando i rispettivi piloti scesero si scatenò il finimondo: D-stroy era vestito da dark, mentre Chaos indossava una maglia dorata, un paio di Remake dorati e Shark anch’esse dorate. Entrambi salutarono con un brevissimo cenno della mano, forti di un altezzosità acquisita in svariati anni di esperienza. Defilato in mezzo alla folla però c’era uno strano uomo: indossava un uniforme militare nera, con decorazioni e spalline d’argento, ma il cappello da capitano calato sugli occhi impediva di scorgere i suoi lineamenti. Si poteva intuire che fissava Dj Chaos, ma non con ammirazione, bensì con curiosità. Quando la folla iniziò ad entrare anche il soldato nero si accodò, con discrezione, ma facendosi largo a calci e spintoni. L’interno della discoteca avrebbe fatto sentire male un astronauta: decine e decine di luci colorate avevano trasformato la sala in una visione psichedelica da troppo LSD. Al centro dell’immenso locale troneggiavano le 2 console, segno tangibile del Versus che sarebbe avvenuto da lì a breve. Mentre Chaos stava salendo sulla sua postazione il misterioso milite si avvicinò e gli sibilò poche inquietanti parole

"Io...so..."

Chaos impallidì, ma dopo poco tempo riprese l’aria imperturbabile di sempre.

"Chiunque tu sia, vediamoci al Priveè alla fine del Versus. Non ho tempo da perdere ora..."

Eppure, durante la serata a Chaos non fecero altro che tornargli in mente le parole di quello strano tipo. Alle 2 passate, quando ormai il Versus era finito da un pezzo, Chaos si recò nel Priveè; una saletta piccolissima, con divanetti lungo i muri e portacenere di metallo accanto ai sedili. Immediatamente il milite di prima si fece avanti, togliendosi il cappello e salutando con la mano alla fronte.

"Sono il colonnello Boris Onegin, capo della Divisione Esplorativa della Fondazione Speedwagon. Secondo me potrei anche essere l’uomo che tu cerchi da tempo..."

"Che cosa intendi?" chiese Chaos allibito.

"Sai... io sono una sorta di Talent Scout... ho molta autorità all’interno della Fondazione... e tu hai qualcosa che mi interessa molto..."

"Se cerchi guai, bè, li hai appena trovati!" disse Chaos balzando in piedi. Boris assistette a ciò che per un uomo normale sarebbe un vero e proprio miracolo; qualcosa di nero saettò vicino al suo viso, provocandogli un profondo taglio. Nonostante il sangue che sprizzava fuori, colandogli sul colletto della divisa, Boris sorrideva compiaciuto. "Non mi sbagliavo... tu sei ciò che cercavo. Ma ora fermati un attimo, che non ho ancora finito di spiegarti..."

Lo strano oggetto nero di prima si diresse velocemente verso il soldato, ma stavolta Boris era pronto. Una mano, uscita dal suo braccio, bloccò al volo lo strano oggetto, rivelatosi essere un’altra mano, ricoperta da un tirapugni chiodato. Chaos sbiancò.

"Da quanto tempo possiedi questo potere, Lucas?"

"Come conosci il mio nome? Tu sai che cos’è questo potere? Come puoi?"

"Perchè io sono come te... Questo potere si chiama Stand. Fidati di me... ti posso aiutare a comprendere la tua vera essenza..."

Chaos crollò su un divanetto, stupito oltre ogni dire, poi cercò di parlare, ma era come se avesse la gola imbottita di cotone.

Finalmente riuscì a spiccicare un "Va bene"

"Ottimo. Vieni con me, ci aspetta un lungo viaggio..."

Boris si alzò e uscì dal Priveè, seguito da un Dj Chaos non più baldanzoso e arrogante, ma improvvisamente ammutolitosi.

Indice | Capitolo 2