EARTH OVERSHOOT DAY 2008

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EARTH OVERSHOOT DAY 2008

Messaggioda JoJo » 23 set 2008, 18:18

Il 23 settembre è l’Earth Overshoot day: il giorno in cui il nostro consumo di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra

Il 23 settembre – secondo i calcoli del Global Footprint Network, una associazione di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, e chi le usa – l’umanità avrà completamente utilizzato tutte le risorse rinnovabili che la natura ci può fornire nel 2008.

Proprio come ogni azienda, il nostro Pianeta ha un bilancio annuale secondo il quale produce un certo quantitativo di risorse ed è in grado di assorbire un certo quantitativo di rifiuti. Il problema è che la richiesta di risorse e servizi da parte dell’umanità eccede le capacità della Terra. Fin dal 1980, l’umanità è nella condizione di sovraconsumo (Overshoot), poiché usa le risorse naturali più velocemente di quanto possano essere rigenerate e immette carbonio nell’atmosfera più velocemente di quanto possa essere riassorbito.

Secondo il Global Footprint Network stiamo impiegando a livello globale la capacità biologica di 1,4 pianeti, ma, ovviamente, ne abbiamo solo uno a disposizione. Il risultato è che le nostre riserve – come gli alberi e i pesci – continuano ad assottigliarsi e i nostri rifiuti – in primis l’anidride carbonica – continuano ad accumularsi.

In un paese densamente popolato come l’Italia – dice Roberto Brambilla del Gruppo impronta di Rete Lilliput - l’impronta ecologica dovrebbe far capire quanto è importante rilanciare una agricoltura a basso impatto grazie alle filiere corte e ai metodi biologici e quanto sia urgente incentivare il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti e l’uso delle energie rinnovabili per far diminuire la dipendenza dall’energia fossile inquinante e in via di esaurimento. Tutte iniziative che si tradurrebbero in enormi risparmi per le famiglie italiane.

Ogni anno, il Global Footprint Network calcola l’Impronta Ecologica dell’umanità (ovvero la sua necessità di campi, pascoli, foreste, aree di pesca e spazio per infrastrutture), e la confronta con la biocapacità globale (ovvero la capacità degli ecosistemi appena citati di produrre risorse e assorbire rifiuti). L’Impronta Ecologica può quindi essere utilizzata per determinare la data esatta in cui la comunità globale inizia a vivere oltre i mezzi che il pianeta produce ogni anno.

“Da adesso fino alla fine dell’anno noi attingeremo dalle nostre riserve ecologiche, chiedendo un prestito al futuro” dice Mathis Wackernagel, Direttore Esecutivo del Global Footprint Network. “Questo può andare avanti per un breve periodo, ma fondamentalmente tutto ciò porta ad un accumulo di rifiuti e all’esaurimento delle reali risorse da cui dipende l’economia umana”.

Il sovraccarico ecologico è alla radice di molti dei più urgenti problemi ambientali che dobbiamo fronteggiare oggi: il cambiamento climatico, la diminuzione di biodiversità, la riduzione delle foreste, il collasso della pesca e l’attuale crisi alimentare globale.

L’ Earth Overshoot Day ogni anno arriva sempre più presto a causa della crescita dei consumi umani.

Il Primo Earth Overshoot Day fu il 31 dicembre 1986. Dieci anni più tardi, a causa di un consumo annuale maggiore del 15% rispetto alla capacità di produzione del pianeta, L’ Earth Overshoot Day cadeva in novembre. Quest’anno, a più di due decenni dal primo Overshoot la fatidica giornata cade il 23 settembre e il nostro livello di sovraconsumo è maggiore del 40% di quanto la Terra riesce a produrre annualmente.

Il Global Footprint Network e i suoi partners internazionali sono concentrati sulla soluzione di questo problema, lavorando con i leader dei governi e delle aziende affinché nei processi decisionali tengano nella massima considerazione i limiti ecologici.

I cittadini possono determinare la loro impronta ecologica e imparare come ridurla su www.footprintnetwork.org. Essi potrebbero avere un impatto molto maggiore se cercassero di spingere i governi e i leader a creare comunità a basso impatto grazie ad una intelligente pianificazione delle infrastrutture e alle migliori tecnologie verdi a disposizione.

Grazie ad un forte impegno internazionale per scongiurare queste dinamiche, l’Earth Overshoot Day potrebbe diventare storia e non più una notizia.

Gruppo impronta ecologica della Rete di Lilliput

Per maggiori informazioni Roberto Brambilla – Gruppo impronta ecologica 338 88 03 715 r.brambilla@mclink.it
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Messaggioda Il Gobb » 23 set 2008, 18:41

Siamo tutti morti, ma lo dico da un sacco.
Vabbé, tanto non voglio procreare...
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Messaggioda meg-9 » 24 set 2008, 9:42

Noi invece vogliamo farlo a breve e tutto ciò non ci incoraggia.
Ma ho fede nella capacità della Terra di sopravvivere anche all'uomo... o noi ci correggeremo, o lei ci farà tutti fuori e ricomincerà da capo. Forse mio figlio sarà proprio il genio che salverà il mondo, perché no?
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Messaggioda Aqualung » 24 set 2008, 9:45

meg-9 ha scritto:Ma ho fede nella capacità della Terra di sopravvivere anche all'uomo... o noi ci correggeremo, o lei ci farà tutti fuori e ricomincerà da capo. Forse mio figlio sarà proprio il genio che salverà il mondo, perché no?


personalmente, sulla prima frase non ho dubbi
sulla seconda...posso solo augurartelo/celo ;)
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Messaggioda Narancia » 24 set 2008, 20:33

Non credo siamo molto lontani dal crollo di questa mentalità idiota.
Ciò che mispaventa sono gli strascichi di ignoranza che permangono tutt'ora, che hanno occupato le istituzioninazionali e spesso sovranazionali e che non si preoccupano di un futuro che tanto non vedranno.

Mi spaventa il fatto che queso sistema porta inevitabilmente a una soluzione violenta, su questa strada. Faccio un esempio: la Cina ormai non produce abbastanza per la sua popolazione interna, e ha cominciato a lavorare terreni in Brasile. Quando non basternano più nemmeno quelli, o un altro stato vorrà aumentare popolazione e produzione, o il Brasile stesso vorrà mangiare ciò che produce invece che morire di fame e vendere il cibo agli altri, cosa succederà?

Lo sapete. Guerra.

Credo però che ci sia una generazione in crescita, la nostra, che deve imparare a fare marcia indietro invece che fare guerra per mantenere lo status quo. La rivoluazione industriale ha fallito: non si può consumare più di ciò che si può produrre. Bisogna fermarsi e reinventare il nostro sistema economico.

Non penso tanto a questo paese, che ormai merita solo di essere raso al suolo (un bel pargheggio lungo 1200km, tutto pari pari), ma all'estero, dalla francia alla spagna, dalla scozia ai paesi baltici, la mentalità sta cambiando. C'è futuro. C'è INFORMAZIONE. Non lo dico perchè sto per lasciare questo schifoso paese, ma il contrario: lo lascio perquesto.

Qui le poche persone che lo dicono vengono tacciate come catastrofisti, dopo di chè scatta l'inerzia: bastano dieci minuti di distrazione e tutto torna come prima, nessuno fa o dice un cazzo. Ma questo è un vecchio discorso, già fatto e ahimè inutile.

Però se pensate a quanto poco conti l'Italia e quanto poco contiamo noi italiani, per fortuna, c'è da essere ottimisti, almeno un pochino. Diciamo così, non tutto è perduto.
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Messaggioda meg-9 » 25 set 2008, 7:49

Sai Nara, sono contenta di vederti così ottimista una volta tanto. :D Invece mi sorprende vedere pessimista il Gobb. :?
Jock dice sempre che il genere umano cresce, impara e migliora col tempo. Le cose negative che esistono oggi secondo lui sono, appunto, strascichi del passato... e col crescere delle nuove generazioni verranno emendate e dimenticate.
Non posso fare a meno di pensare che, con la mia naturale tendenza a deprimermi, ho avuto una gran fortuna a trovare un uomo così fiducioso nel futuro e nelle persone. In effetti sta cercando di curare le mie paturnie INSTANCABILMENTE... :DDD
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Messaggioda Narancia » 25 set 2008, 14:49

Non sono ottimista, è che mettendo il naso fuori dall'Italia si percepisce la voglia di creare una società orizzontale, dove ci sono più partecipazione, informazione, rispetto dell'ambiente e delle persone. Qui per niente, però il fatto che questo paese marcio conti niente è cosa buona.
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Messaggioda meg-9 » 26 set 2008, 7:29

Preferisco pensare che sia un paese immaturo, e che ci metterà più degli altri per crescere.
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Messaggioda Conan » 27 set 2008, 11:33

molti uomini sono stupidi, ma fino a na certa... non credo che l'uomo si autodistruggerà cosi'
Ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura
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Messaggioda Ryo » 29 set 2008, 8:11

Lo farà, lo sta già facendo!
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Messaggioda meg-9 » 29 set 2008, 8:17

Non lo farà, altrimenti dimostreremmo di essere un vicolo cieco dell'evoluzione. Tanti milioni di anni di vita sulla Terra hanno prodotto esseri sempre più adatti a sopravvivere. Se ora non facessimo ciò che è necessario per sopravvivere negheremmo tutto il passato del pianeta.
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Messaggioda Il Gobb » 29 set 2008, 10:33

meg-9 ha scritto:Jock dice sempre che il genere umano cresce, impara e migliora col tempo. Le cose negative che esistono oggi secondo lui sono, appunto, strascichi del passato... e col crescere delle nuove generazioni verranno emendate e dimenticate.

Il brutto è che non è affatto vero :D
I fatti dicono altrimenti, cioè che imparare dagli errori commessi è una cosa che l'umanità ha troppa poca memoria per fare. Che la maggior parte delle persone vede poco lontano e si muove entro un orizzonte molto ristretto.
Alcune delle "cose negative" che ci sono oggi c'erano settemila anni fa, e le civiltà muoiono sempre per gli stessi motivi. E le "cose negative" di oggi non sono quelle di ieri, sono diverse, così come succede ad ogni ricambio generazionale.
So che Jock non è qui a discuterne, ma l'ottimismo (apparentemente) senza fondamento è solo futilità ;P
Il mio invece non è pessimismo... è constatazione ^_______^
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Messaggioda Aqualung » 29 set 2008, 10:37

meg-9 ha scritto:Non lo farà, altrimenti dimostreremmo di essere un vicolo cieco dell'evoluzione. Tanti milioni di anni di vita sulla Terra hanno prodotto esseri sempre più adatti a sopravvivere. Se ora non facessimo ciò che è necessario per sopravvivere negheremmo tutto il passato del pianeta.


non sono d'accordo
l'evoluzione non ha bisogno dell'uomo per essere validata
e anzi, la scomparsa dell'uomo costituirebbe con ogni probabilità una ulteriore conferma qualora nuove specie si avvantaggiassero della nostra scomparsa proprio come i mammiferi si sono avvantaggiati della scoparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa
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Messaggioda Il Gobb » 29 set 2008, 10:40

meg-9 ha scritto:Non lo farà, altrimenti dimostreremmo di essere un vicolo cieco dell'evoluzione. Tanti milioni di anni di vita sulla Terra hanno prodotto esseri sempre più adatti a sopravvivere. Se ora non facessimo ciò che è necessario per sopravvivere negheremmo tutto il passato del pianeta.

Uhmmmm... non capisco... non ci autodistruggeremo solo perché altrimenti dimostreremmo di essere un vicolo cieco evolutivo?
E dovrebbe bastare a fermarci? :D
E poi al limite dimostreremmo la nostra incapacità di scegliere razionalmente la sopravvivenza, non l'impossibilità che questo accada in ogni caso senza se e senza ma.
Ultima cosa, da pignolo: noi abbiamo impugnato i meccanismi dell'evoluzione da un pezzo ^______^
Da quando l'uomo ha scoperto l'uso del fuoco ha cominciato a fare quello che nessun altro animale ha mai fatto: ha smesso di adattarsi al proprio ambiente e ha cominciato a cambiarlo.
Creando un nuovo ambiente, artificiale, adatto alle sue necessità.
Oso dire che in questo modo abbiamo fortemente rallentato, anche se forse non fermato, qualsiasi processo evolutivo nel senso classico...
Ora come ora ci stiamo senz'altro ancora evolvendo, ma all'interno di un ambiente creato da noi: abbiamo preso il processo per le redini. Non lo controlliamo del tutto, ma nemmeno ne siamo succubi.
Il ritorno all'evoluzione in un ambiente ostile potrebbe ammazzarci tutti >___<
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Messaggioda meg-9 » 29 set 2008, 16:23

Sì, potrebbe. Oppure no. Non possiamo saperlo finché non ci troveremo appunto in una situazione del genere.
Quanto al resto, chiamalo principio antropico, ma non penso di appartenere a una specie incapace di ragionare e che deve cedere il passo come i dinosauri... abbiamo vissuto troppo, prodotto troppo, scoperto troppe cose belle per finire così. Meritiamo di essere migliori. Di lasciare a qualcuno quello che abbiamo scoperto.
L'evoluzione non è più una forza cieca. I dinosauri non potevano cambiare se stessi. Noi sì. Proprio questo aumenta di molto le nostre possibilità di sopravvivenza. Non siamo in balia di mutazioni casuali. Possiamo evolverci, quantomeno mentalmente, anche in pochissimo tempo...
E' indubbio che settemila anni fa c'erano alcune negatività che ci sono ancora. E' indubbio che ce ne siano moltissime altre che non ci sono più o vanno riducendosi rapidamente (schiavitù, sacrifici umani, igiene da schifo e vita media bassissima). Possiamo migliorare ancora.
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