DAY VIII :|: 08/08/2004 |
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[Kujo]
Caso volle che, durante la permanenza degli SkAiniti in Sicilialand, suonassero nella suddetta terra i Motorpsycho: gruppo norvegese molto amato da Metalliska.
Quale occasione migliore per distaccarsi dalla monotonia di un Rad tutto messinese (cosa che magari per Ryo, To e Kazuo non era tanto noiosa, ma per noi messinesi, un po' vagamente alquanto sì). Ci preparammo ed organizzamo per l'evento con svariati giorni di anticipo per essere sicuri che tutto andasse per il meglio:
- Giorno del concerto -
Kujo: Ah è oggi?
Metalliska: Boh, si... mi pare...
Ryo: Ma cosa?
Gaia: E tu chi sei?
To: To!
Gaia: E che ci fai qui?
Kazuo: TTTOOOGO!
Kujo: Ma devo prendere la macchina?
Metalliska: Boh...
Beh, in un modo o nell'altro partimmo in tempo per "Nonricordocosa Castello": un paesino a millemila miglia di distanza da Messina (vicino Cefalù).
Il piano era questo: Tuttiquanti si sarebbero fermati a dormire (dopo il concerto) in un campeggio situato nel paesino stesso.
Io e koichirose, spinti da immotivata stupidità, saremmo tornati a Messina in nottata.
Inoltre: Tuttiquanti (qui Ryo sostituirà la parola "tuttiquanti" con un dettagliato elenco dei presenti... prima o poi...) si sarebbero infilati in macchina di Kujo e Metalliska, mentre Gaia e Cosino sarebbero arrivati al paesino in treno.
Con meno difficoltà del previsto (ma non comunque in meno tempo del previsto) arrivammo a "Qualcosa Castello": un buco di tre metri per tre. Infatti una volta arrivati notiamo subito che ci troviamo vicino al luogo dove si sarebbe tenuto (poco più tardi) l'attesissimo concerto.
Felice idea di Metalliska: visto che siamo in anticipo andiamo al campeggio e sistemiamo le cose, così non dovremo farlo di notte, dopo il concerto.
Tutti d'accordo.
Se avessi saputo che per arrivare al luogo del campeggio (dove ricordo, io non avrei pernottato) avremmo dovuto percorrere una tortuosa salita, con pendenza 88%, i cui ideatori avevano dimenticato l'esistenza dei rettilinei, lunga tanto che sarebbe stato più comodo andare a dormire a Brescia, e con la stessa luminosità di un cinema quando proiettano un'eclissi di luna, probabilmente non sarei stato tanto d'accordo.
Abilmente riusciamo comunque ad arrivare in cima. La strettissima via mette a dura prova i due parcheggiatori che alla fine riescono lo stesso a completare il loro lavoro.
Circa nove secondi dopo che sono riuscito a parcheggiare la macchina, un SMS ci informa che Gaia e Cosino, che sarebbero venuti in treno, sono arrivati a Cefalù e che non hanno modo di arrivare da lì al paesino: serve quindi un passaggio.
Metalliska e tutti quelli che avrebbero dovuto pernottare sarebbero stati impegnati nel sistemare le cose: toccava quindi a me cotale gioia.
Siccome senza un navigatore competente non sarei stato in grado di arrivare sano e salvo neanche alla prima curva, mi assegnano Ryo (seppi dopo essere messo più o meno come me in materia di senso dell'orientamento).
Felici (lui per il ruolo assegnatoli, io per essermi appena reso conto di aver percorso la più inutile, lunghissima, salita della mia vita) ci dirigiamo verso... boh... una direzione a caso: intenzionati a chiedere ovunque e ogni istante.
Stranamente riusciamo a imboccare la strada per Cefalù e a percorrerla senza intoppi.
Una volta arrivati lì si presentano però i problemi: dove si troverà mai la stazione?
Abbiamo il tempo di pensare a questo dilemma, fermi a un passaggio a livello.
Dopo dieci minuti ci viene il sospetto che qualcosa non vada. Ma proprio quando stiamo per scendere per saltare sui binari gridando "Oh che cacchio succede?" arriva il treno... *phew*!
Arrivati a Cefalù iniziamo a chiedere.
E qui facciamo una sensazionale scoperta: La stazione di Cefalù è un luogo oscuro e misterioso, nascosto ai più e protetto dai meno.
Iniziamo infatti a chiedere ad un signore grassottello che ci indica una strada in discesa e ci dice di girare a sinistra al primo semaforo.
Poco dopo, per sicurezza, chiediamo ad una anziana signora, che invece ci indica la direzione opposta.
Decidiamo così di muoverci totalmente a caso.
Arriviamo a una specie di albergo dal quale vediamo uscire ragazze bionde alle quali decidiamo subito (mossi da istinti maschili) di chiedere. Le ragazze erano in realtà signore di mezza età straniere (austroungariche credo). Probabilmente non sapevano neanche di trovarsi a Cefalù, ma dovevano proteggere la stazione (come tutti è compito di tutti coloro che si trovano lì) e ci dicono di raggiungere la spiaggia e seguirla.
Arriviamo casualmente alla strada di prima (quella col grassottello e la vecchietta) e lì prendiamo altre informazioni. Sempre diverse.
Decido quindi di parcheggiare la macchina e continuare a piedi, seguendo i vari cartelli.
Seguendo i cartelli (mica a caso... quelli per la stazione eh) arriviamo in una zona pedonale. Ormai eravamo certi di aver preso la decisione giusta ma per sicurezza decidiamo ancora di chiedere.
Vediamo un gruppetto di ometti (saran stati quattro o cinque) e puntiamo verso di loro: pensammo che almeno uno avrebbe saputo la risposta.
Ora dovete sapere che esattamente dietro di loro era posto un cartello "STAZIONE" che indicava destra (la destra mia e di Ryo almeno).
Pensammo: se anche loro ci dicono destra, è fatta.
Ma quando mai. Subito dopo la fatidica domanda "Scusate... per la stazione?" contemporaneamente i uomini indicarono cinque direzioni diverse.
Attenzione: non sto scherzando.
Uscirono fuori almeno tre strade diverse dalle loro indicazioni.
Cefalù iniziava a metterci paura.
Optammo infatti per la direzione opposta a quella del cartello e dopo ore e ore di cammino arrivammo finalmente al tanto segreto posto dove Gaia e Cosino ci attendevano sorridenti:
"Oh ma che cazzo avete fatto?"
... Ingrati.
Veloce ritorno in macchina (per fortuna per arrivarci ci affidammo solo al nostro senso dell'orientamento e non ai cartelli, quindi sbagliammo strada solo tre volte) e poi via: al concerto, che sarebbe iniziato dopo un mituto e dodici secondi!
[Metalliska]
Ecco qua la scaletta! 01. Go To California |
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"Ti manciu cori!"